Una festa comunitaria per ripartire: “Noi ci siamo”

Alberto Contu
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Alla Fiera di Cagliari abbiamo assistito a un grande evento sardista, condotto con uno stile nuovo, dinamico e gioioso, animato dalla condivisione di valori saldi e immutabili, geneticamente impressi nei sardi ed amplificati nei sardisti. “Noi ci siamo” non è uno slogan, ma un programma mobilitante. Significa che il tempo del rinnovamento è arrivato, e che il PSdAz si prepara a dirigerne il progetto politico e culturale. Anche se la stragrande maggioranza delle Sezioni è accorsa a Cagliari per significare la volontà comune di indire un Congresso straordinario, l’evento ha avuto le sembianze di una grande festa. Nella secolare prassi sardista, riunirsi sotto un’unica bandiera ha sempre significato rivivere un grande momento comunitario, fatto di sentimenti di appartenenza, di bandiere sventolanti, di emozioni coinvolgenti. Da anni – va ribadito – solo i sardisti riescono a riempire la Fiera in maniera così intensa e vibrante di emozioni. Oggi, da tutta la Sardegna, si è rivista la grande forza mobilitante di un partito che solo qualche sprovveduto, o qualcuno in malafede, ha pensato languisse in un triste disfacimento.

Non deve stupire se la scaletta dell’evento è stata così densa e variegata. La presenza di giovani, di donne e di rappresentanti del mondo delle disabilità ha costituito un Incipit senza dubbio temerario, fuori rotta rispetto ai cliché dei convegni. Ma si tratta di dar voce alle energie sociali primarie, alle istanze di chi chiede a gran voce il rinnovamento. Il magnifico Coro “Priamo Gallisay” di Nuoro ha punteggiato la giornata con fondamentali canti di alto effetto scenico ed emozionale (Su Patriottu Sardu a sos Feudatarios, Nanneddu Meu, Deus ti salvet Maria). Tre video hanno raccontato la complessa mitopoiesi sardista: dal dramma delle trincee alle tappe più significanti dell’azione politica sardista nei decenni, sino a confluire nel filmato Cast in Bronze, che idealmente congiunge il mito delle trincee alla storia di lunga durata. In mezzo, interventi qualificati di protagonisti della storia sardista e del nuovo corso del partito. La stessa presentazione dei nuovi siti istituzionali del PSd’Az e della rivista “Il Solco” (nuovamente pubblicata dopo 34 anni di colpevole silenzio), e dei social correlati, ha conferito alla giornata una nuova immagine di un partito all’avanguardia e in movimento.

Poi, come da programma, un’ampia maggioranza delle sezioni del Partito ha voluto illustrare la deliberazione assembleare assunta d ciascuna, ai sensi dello Statuto sardista, per richiedere la convocazione di un Congresso straordinario. Non si può escludere che ad esse possano aggiungersene delle altre che pur condividendo il percorso non hanno ancora per ragioni organizzative riunito l’assemblea dei propri iscritti. Si tratta di ragioni inderogabili: rispetto al XXXV Congresso di Arborèa del 2024, il panorama politico a tutti i livelli appare profondamente mutato, e oggi occorre deliberare democraticamente una nuova linea politica idonea a fornire risposte ai nuovi scenari. Per dare un senso complessivo all’iniziativa, e sintetizzarne i contenuti più profondi, la chiusura è stata affidata al Segretario Nazionale Christian Solinas, che ha ripercorso i risultati conseguiti nel suo quinquennio al governo regionale, per larga parte oscurati o colpevolmente travisati dalla cronaca del tempo, e tramite un ragionamento ellittico, ha saldato in un unico filo le ragioni del passato di lunga durata, la tradizione del pensiero sardista, e il progetto delle nuove sfide. Radici e Ali – la grande metafora politica coniata dal neosardista Giovanni Lilliu – ha costituito la sintesi della narrazione.

Ancora una volta, le grandi svolte nel PSd’Az sono state precedute da un grande rigoglio culturale che proviene dai sottosuoli del sentimento della nazionalità. È la Nazione Sarda lo sfondo valoriale che emerge dal progetto sardista, che dovrà trovare una definizione nei dibattiti previsti nel corso del prossimo Congresso. A costo di rischiare effetti retorici e caricaturali, la visione finale delle bandiere che hanno invaso la grande sala della Fiera, l’emozione collettiva che ha ribadito quanto sia importante riconoscere e valorizzare la leadership del Segretario Nazionale, e lo spirito di mobilitazione che si è respirato per l’intera giornata, dimostra che la mitopoiesi non è solo una dimensione filosofica, ma una prassi concreta che anima il sentimento di appartenenza a un progetto che non riguarda solo i sardisti, ma l’intera Sardegna.

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